Home » ABF Global Gathering 2026
ABF Global Gathering 2026
Nel contesto attuale, segnato da profonde disuguaglianze, instabilità geopolitiche e crescente isolamento sociale, la possibilità di costruire relazioni autentiche tra persone distanti per cultura, lingua e condizioni di vita rappresenta una delle sfide più urgenti e, allo stesso tempo, uno degli strumenti più potenti di trasformazione.
Il Global Gathering nasce da questa consapevolezza. Non è un evento concepito meramente per raccontare un progetto, ma per renderlo vivo, tangibile, condiviso. È il luogo in cui percorsi educativi sviluppati in territori molto diversi tra loro si incontrano e si riconoscono parte di una stessa traiettoria.
Alla base del Global Gathering vi è il programma ABF Voices of, che utilizza la musica e la pratica corale come strumenti educativi per accompagnare bambini e ragazzi nello sviluppo delle competenze fondamentali per la loro crescita personale e sociale. Ma ciò che accade nel Gathering va oltre il programma stesso: è l’esperienza concreta di una comunità globale che prende forma.
È il momento in cui un giovane, indipendentemente dal luogo da cui proviene, può riconoscere sé stesso negli altri e comprendere che la propria storia, la propria voce e il proprio percorso hanno un valore che trascende il contesto di origine, nella cornice di un vero e proprio “Villaggio Globale”.
Il Global Gathering è un incontro internazionale che riunisce giovani provenienti da contesti geografici, sociali e culturali differenti, accomunati dall’esperienza nei progetti locali del programma ABF Voices of.
Non si tratta semplicemente di un evento, ma di un’esperienza immersiva e trasformativa. Durante il Gathering, i partecipanti condividono momenti di vita quotidiana, attività educative, laboratori artistici e prove corali. Vivono insieme un tempo intenso, in cui la relazione diventa il vero centro dell’esperienza.
La musica svolge un ruolo fondamentale. Cantare insieme significa ascoltare, adattarsi, rispettare l’altro, trovare un equilibrio tra individualità e collettività. In questo senso, la pratica corale diventa una metafora concreta di convivenza.
Per molti partecipanti, il Global Gathering rappresenta la prima esperienza fuori dal proprio contesto: il primo viaggio, il primo incontro con altre culture, il primo momento in cui si sentono parte di qualcosa di più grande. È un’esperienza che lascia un segno profondo, perché mette in discussione i confini e apre nuove prospettive.
Perché il Global Gathering
Il Global Gathering nasce da una visione educativa precisa: la crescita personale non può essere pensata come un processo isolato, ma come un’esperienza profondamente relazionale.
Nei diversi territori, i progetti ABF Voices of lavorano sullo sviluppo delle competenze trasversali: la capacità di ascoltare, collaborare, comunicare, gestire le emozioni, costruire relazioni. Tuttavia, queste competenze trovano la loro piena espressione solo quando vengono vissute in contesti di confronto reale.
Il Gathering rappresenta quel momento in cui il percorso individuale si apre all’esperienza collettiva. I partecipanti scoprono di condividere emozioni, fragilità e aspirazioni con altri giovani, spesso molto lontani per geografia ma profondamente vicini per esperienza umana.
L’impatto è trasformativo. Cambia il modo in cui i giovani guardano sé stessi, gli altri e il futuro. Rafforza la fiducia, amplia l’orizzonte delle possibilità e costruisce un senso di appartenenza che va oltre ogni confine.
Allo stesso tempo, il Global Gathering genera valore per i territori che lo ospitano, creando occasioni di dialogo interculturale, rafforzando relazioni sociali e istituzionali e contribuendo alla costruzione di comunità più aperte e consapevoli.
Dati, dimensione e impatto
Il Global Gathering si inserisce all’interno del programma ABF Voices of, attivo a livello internazionale in Italia, Haiti, Gerusalemme e Uganda, e rappresenta il punto di convergenza di un ecosistema educativo ampio e strutturato, capace ogni anno di coinvolgere oltre 200 giovani partecipanti diretti e di generare un impatto che si estende ben oltre i beneficiari immediati. Attorno a questi percorsi si sviluppa infatti una rete più ampia, composta da famiglie, educatori, operatori e comunità locali, che porta il numero dei beneficiari indiretti a diverse centinaia di persone, contribuendo a rafforzare in modo concreto il tessuto sociale dei territori coinvolti.
Nel dettaglio, i progetti ABF Voices of coinvolgono attualmente 56 studenti ad Haiti, 61 in Italia e in Terra Santa, 60 in Uganda, dando vita a una comunità educativa diffusa ma profondamente connessa. A questi si aggiungono oltre 400 beneficiari indiretti, tra membri delle famiglie, educatori e figure locali, che partecipano attivamente o beneficiano in modo indiretto dell’esperienza educativa, ampliando significativamente la portata dell’impatto.
Tuttavia, la dimensione quantitativa rappresenta solo una parte della portata reale del programma. Ciò che emerge con maggiore forza è la qualità e la continuità della partecipazione. I giovani coinvolti non si limitano a prendere parte alle attività, ma scelgono di tornarvi nel tempo, riconoscendo nei progetti uno spazio stabile, sicuro e significativo. Questa continuità è uno degli indicatori più rilevanti: dimostra che i percorsi attivati rispondono a bisogni reali, diventando punti di riferimento nella vita quotidiana dei partecipanti.
L’impatto che ne deriva si sviluppa su più livelli, in modo interconnesso. A livello individuale, i ragazzi acquisiscono competenze fondamentali per la loro crescita, dalla gestione delle emozioni alla capacità di lavorare in gruppo, dalla comunicazione alla fiducia in sé stessi. A livello relazionale, il coro e le attività condivise favoriscono la costruzione di legami autentici, basati sull’ascolto e sulla collaborazione. A livello comunitario, l’effetto si estende ulteriormente, coinvolgendo famiglie e comunità educanti e contribuendo a rafforzare fiducia, partecipazione e coesione sociale.
Gli impatti generati sono in larga parte indiretti, ma profondi e duraturi. Si traducono in un miglioramento concreto delle opportunità future per i giovani coinvolti, in una maggiore resilienza nei contesti più fragili e in un rafforzamento delle relazioni sociali all’interno delle comunità. In questo senso, il valore del programma non risiede soltanto nei numeri raggiunti, ma nella qualità delle trasformazioni che attiva.
Il Global Gathering rende tutto questo visibile. In un’unica esperienza, riesce a condensare e restituire la complessità e la profondità di un percorso che normalmente si sviluppa nel tempo: l’incontro tra persone, la crescita individuale, la costruzione di relazioni e il rafforzamento delle comunità. È il momento in cui l’impatto smette di essere un processo diffuso e diventa esperienza condivisa, tangibile e immediatamente percepibile.
Il significato educativo del Global Gathering
Il Global Gathering rappresenta uno dei momenti di massima espressione del percorso educativo di ABF Voices Of. Non costituisce un evento conclusivo né una semplice occasione performativa, ma un dispositivo educativo intensivo in cui i processi costruiti durante l’anno trovano uno spazio privilegiato per consolidarsi.
Per molti bambini è la prima esperienza di convivenza con coetanei provenienti da altri Paesi, culture e religioni. Vivere insieme per più giorni significa condividere tempi, spazi, responsabilità, emozioni e difficoltà, imparando a costruire relazioni che vanno oltre le differenze linguistiche e culturali.
Il Global Gathering rappresenta inoltre un’importante esperienza di autonomia personale. Lontani dai propri contesti abituali, i bambini sono accompagnati a sperimentare nuove responsabilità, a sviluppare fiducia nelle proprie capacità e a confrontarsi con situazioni nuove all’interno di un ambiente educativo sicuro.
Parallelamente, il Gathering costituisce un’occasione di crescita anche per i team educativi, i musicisti e le famiglie. La preparazione dell’esperienza e il successivo rientro nei territori richiedono infatti un lavoro condiviso che rafforza la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti e favorisce lo scambio di pratiche, competenze e prospettive tra le diverse localizzazioni del programma.
L’esperienza del Global Gathering non si esaurisce nei giorni dell’incontro. Le relazioni costruite, le competenze sviluppate e le esperienze vissute diventano patrimonio personale dei partecipanti e vengono riportate nelle rispettive comunità, contribuendo ad arricchire i contesti locali e a rafforzare il senso di appartenenza a una comunità educativa internazionale.
Il valore del progetto nei territori
Haiti
Ad Haiti, il progetto ABF Voices of nasce in uno dei contesti più complessi, segnato da povertà estrema, instabilità e mancanza di servizi essenziali. In realtà come Cité Soleil, la quotidianità dei bambini e degli adolescenti è attraversata da rischi concreti, che incidono non solo sulle opportunità educative, ma anche sulla possibilità stessa di immaginare un futuro.
In questo contesto, il coro rappresenta uno spazio protetto e continuo, un luogo in cui i giovani possono sperimentare stabilità, relazione e appartenenza. È un presidio educativo, ma anche umano: un ambiente in cui è possibile “stare bene”, riconoscersi e costruire fiducia. Il Global Gathering rende visibile tutto questo. Anche quando non si svolge direttamente in Haiti, porta con sé il valore di questa esperienza, mostrando come anche nei contesti più fragili sia possibile costruire percorsi di crescita e trasformazione. Per i partecipanti haitiani che vi prendono parte, l’esperienza rappresenta un passaggio fondamentale: entrare in contatto con altri giovani, uscire dai confini del proprio contesto, vedere concretamente che esistono possibilità altre.
Ma forse l’impatto più profondo riguarda il significato simbolico. Il Gathering restituisce dignità alle storie di questi ragazzi, mostrando che la loro esperienza non è marginale, ma parte di una comunità globale. È una trasformazione potente: da destinatari di un intervento a protagonisti di un percorso condiviso, in cui la propria voce conta e contribuisce alla costruzione di qualcosa di più grande.
Uganda
Nel villaggio di Nabikabala, in Uganda, la quotidianità dei bambini e dei ragazzi è spesso scandita da opportunità limitate e da contesti in cui l’accesso a esperienze educative e culturali strutturate non è scontato. In questo scenario, il coro rappresenta molto più di un’attività: è uno spazio riconoscibile, stabile, un luogo in cui i giovani possono incontrarsi, costruire relazioni e scoprire qualcosa di sé che altrimenti rimarrebbe nascosto.
Quando questi giovani partecipano al Global Gathering, l’esperienza che vivono rompe immediatamente la dimensione del quotidiano. L’incontro con altri ragazzi provenienti da culture, lingue e storie diverse introduce una nuova possibilità: quella di vedere il mondo come uno spazio aperto, accessibile, in cui anche la propria voce trova posto. Non si tratta soltanto di un viaggio o di una performance, ma di una trasformazione silenziosa, che avviene nel modo in cui ciascun partecipante si percepisce.
Il cambiamento più significativo emerge nel tempo, al ritorno. I ragazzi rientrano nella propria comunità portando con sé una nuova consapevolezza: quella di essere parte di qualcosa di più grande. Questo si traduce in maggiore partecipazione, responsabilità e fiducia in sé stessi. In un contesto fragile, il Global Gathering diventa così un acceleratore di resilienza: non modifica le condizioni esterne, ma rafforza profondamente la capacità dei giovani di affrontarle, immaginando un futuro diverso e possibile.
Terra Santa
In Terra Santa (tra Gerusalemme Est e Betlemme), il Global Gathering assume un significato che va oltre la dimensione educativa e tocca profondamente quella sociale e umana. I ragazzi coinvolti provengono da contesti che vivono quotidianamente divisioni, complessità e mancanza di spazi neutrali di incontro. In questo scenario, anche la possibilità di stare insieme diventa un’esperienza rara e preziosa.
Il coro rappresenta già un primo spazio di relazione, in cui la musica permette di costruire connessioni laddove altre forme di dialogo risultano difficili. Il Global Gathering amplifica questa esperienza, portandola in una dimensione più ampia, dove l’incontro non avviene solo tra giovani dello stesso territorio, ma tra storie, culture e visioni provenienti da tutto il mondo. Per i partecipanti, vivere il Gathering significa sperimentare concretamente una possibilità diversa: quella di convivere, ascoltarsi e costruire insieme, senza che le differenze diventino barriere. È un’esperienza che non cancella la complessità del contesto, ma introduce un’alternativa reale, vissuta, tangibile.
L’impatto si manifesta nel modo in cui questi giovani iniziano a guardare l’altro. Dove prima c’era distanza, emerge la possibilità di relazione; dove c’era separazione, si apre uno spazio di riconoscimento. In questo senso, il Global Gathering non è solo un momento internazionale: è un’esperienza che educa alla convivenza, lasciando una traccia profonda nella vita dei partecipanti e, indirettamente, nelle comunità di cui fanno parte.
Italia – Camerino
A Camerino, il Global Gathering si colloca in un territorio che ha vissuto una frattura profonda a seguito del terremoto del 2016. Una frattura che non riguarda soltanto gli spazi fisici, ma anche le abitudini, le relazioni, il senso di comunità.
In questo contesto, il progetto ABF Voices of ha contribuito a creare uno spazio stabile per i giovani, un luogo in cui ritrovare continuità, relazioni e senso di appartenenza. Il Global Gathering interviene su questo processo aggiungendo una dimensione fondamentale: quella dell’apertura.
Portare il mondo a Camerino (o portare i giovani di Camerino nel mondo) significa restituire loro una nuova prospettiva. Non più un territorio isolato o definito dalla propria fragilità, ma un luogo che partecipa attivamente a una rete internazionale di esperienze, relazioni e significati.
Per i partecipanti, questo si traduce in una trasformazione dello sguardo. Il proprio contesto non è più percepito solo come limite, ma come punto di partenza. Il Gathering diventa così un’esperienza che rafforza la resilienza individuale e collettiva, contribuendo a ricostruire non solo ciò che è stato perso, ma anche nuove possibilità di futuro.
Italia – Napoli
Nel Rione Sanità di Napoli, il Global Gathering rappresenta un’esperienza che può incidere profondamente sull’identità dei giovani partecipanti. In un contesto urbano complesso, dove le opportunità educative e culturali sono spesso diseguali, il coro diventa uno spazio concreto di alternativa, relazione ed espressione.
Il Gathering amplifica questa esperienza, offrendo ai ragazzi la possibilità di uscire, anche solo temporaneamente, dai confini del proprio quartiere e confrontarsi con realtà diverse. Ma ciò che accade va oltre il semplice spostamento geografico: è un cambiamento di prospettiva. Per molti di loro, è la prima volta in cui si sentono parte di qualcosa di globale. È il momento in cui scoprono che la loro voce può essere ascoltata, che il loro talento ha valore, che la loro storia non è limitata dal contesto in cui vivono.
Questo genera un impatto profondo sull’autostima e sull’immaginario. Il Global Gathering non si limita a offrire un’esperienza: apre possibilità. Permette ai giovani di immaginare sé stessi in modo diverso, e questo rappresenta uno degli elementi più trasformativi dell’intero percorso.
Global Gathering: e dopo?
Il Global Gathering non si esaurisce nei giorni in cui si svolge. La sua influenza si estende ben oltre, trasformandosi in un processo che continua nella vita quotidiana dei partecipanti.
Al ritorno, ciò che resta non è solo il ricordo di un’esperienza intensa, ma un cambiamento nel modo di guardare il mondo. I giovani tornano nei propri contesti con una nuova consapevolezza: quella di non essere soli, di appartenere a una comunità più ampia, di poter costruire relazioni che superano confini geografici e culturali. Le relazioni nate durante il Gathering continuano nel tempo, alimentando una rete globale che cresce in modo organico. Questo si traduce in un maggiore coinvolgimento nei progetti locali, in una partecipazione più attiva e in un senso di responsabilità rafforzato.
Per molti partecipanti, il Gathering rappresenta un punto di svolta. È il momento in cui qualcosa diventa possibile, in cui un’esperienza concreta modifica il modo in cui si immagina il futuro. Non elimina le difficoltà, ma fornisce strumenti interiori per affrontarle: fiducia, apertura, capacità di relazione.
A livello comunitario, l’impatto è altrettanto significativo. Le esperienze vissute dai singoli si riflettono nei gruppi, nelle famiglie, nei contesti educativi, contribuendo a rafforzare il tessuto sociale e a generare nuove connessioni. In questo senso, il Global Gathering agisce come un catalizzatore: non solo un momento di incontro, ma un punto di partenza. Un’esperienza che continua a produrre effetti nel tempo, trasformando relazioni, percorsi e possibilità.
Il Global Gathering è molto più di un evento. È una esperienza che rende visibile un processo educativo e sociale profondo.
Attraverso la musica e l’incontro, dimostra che è possibile costruire relazioni autentiche, anche in contesti complessi.
Sostenere il Global Gathering significa contribuire a questo processo. Significa investire nella crescita delle persone, nel rafforzamento delle comunità e nella costruzione di un futuro più inclusivo e condiviso.