Il progetto coinvolge bambini e ragazzi di diverse origini culturali e religiose, offrendo loro un’esperienza educativa condivisa basata sull’ascolto, sulla collaborazione e sul rispetto reciproco. Attraverso il coro, la musica diventa un linguaggio comune capace di superare differenze e costruire relazioni positive. ABF Voices of Jerusalem si configura come uno spazio educativo inclusivo, orientato alla crescita personale e alla convivenza pacifica.

Gerusalemme è un contesto complesso, segnato da instabilità politica, frammentazione sociale e da una crescente carenza di spazi educativi e culturali realmente inclusivi per i più giovani. In questo scenario, bambini e adolescenti hanno poche occasioni di incontro in ambienti neutri, protetti e continuativi, capaci di favorire dialogo e cooperazione. Il progetto nasce per rispondere a questo bisogno, offrendo un luogo educativo in cui i giovani possano crescere insieme, sviluppare competenze relazionali e sperimentare forme concrete di convivenza. La musica e il coro diventano così strumenti privilegiati per creare connessioni, rafforzare il senso di appartenenza e promuovere una cultura dell’incontro fin dall’infanzia. 

Contesto – Il bisogno, il problema

ABF Voices of Jerusalem si sviluppa in un’area caratterizzata da una forte complessità sociale e territoriale, coinvolgendo bambini e ragazzi provenienti da Gerusalemme Est e Betlemme, due contesti geograficamente vicini ma segnati da dinamiche, fragilità e opportunità differenti. In entrambe le realtà, l’accesso a spazi educativi e culturali inclusivi, continuativi e protetti è limitato, soprattutto per i più giovani. Questa carenza incide sul benessere psico-emotivo, sulla qualità delle relazioni e sulla possibilità di sviluppare competenze fondamentali per affrontare un contesto complesso. Il bisogno educativo riguarda quindi la creazione di ambienti che sappiano offrire stabilità, riconoscimento e possibilità di crescita, oltre l’istruzione formale. 

A Gerusalemme Est, i giovani crescono spesso in un contesto segnato da frammentazione sociale e da una forte separazione degli spazi educativi e culturali, con poche occasioni di incontro in ambienti neutri e condivisi. A Betlemme, invece, le difficoltà sono legate a una minore disponibilità di opportunità extrascolastiche strutturate e continuative. In entrambi i casi, la mancanza di spazi educativi comuni limita lo sviluppo di competenze socio‑emotive come la comunicazione, la cooperazione e la gestione delle emozioni, e rende più difficile costruire un senso di appartenenza positivo. Il problema non è solo l’accesso all’educazione, ma l’assenza di contesti capaci di sostenere una crescita equilibrata e relazionale. 

In un contesto in cui le differenze territoriali, culturali e sociali sono fortemente percepite, diventa essenziale creare esperienze educative condivise, capaci di mettere in relazione giovani provenienti da contesti diversi senza annullarne le specificità. La musica e la pratica corale rappresentano una risposta educativa efficace perché utilizzano un linguaggio universale, accessibile e inclusivo. Il coro diventa uno spazio concreto in cui l’incontro avviene attraverso l’ascolto reciproco, la collaborazione e il rispetto di regole comuni, trasformando la diversità in una risorsa educativa. In questo senso, la pratica corale permette di sperimentare quotidianamente il dialogo come esperienza vissuta e non solo come principio astratto. 

Il bisogno, quindi, è offrire ai giovani di Gerusalemme Est e Betlemme un’esperienza educativa stabile e accessibile, capace di superare barriere sociali e territoriali e di rafforzare competenze utili per la vita personale e comunitaria. Ritrovarsi in Area C, in un luogo prossimo a Betlemme, consente di creare uno spazio educativo comune, funzionale e condiviso, in cui i partecipanti possano crescere insieme all’interno di un percorso continuativo. Un progetto corale strutturato risponde a questo problema perché costruisce nel tempo una comunità educativa concreta, favorendo appartenenza, fiducia e sviluppo di relazioni positive. In un contesto complesso, il coro diventa così un presidio educativo che contribuisce alla coesione sociale e alla costruzione di un futuro condiviso.

ABF interviene

ABF interviene attraverso la creazione di un unico coro educativo, composto da bambini e ragazzi provenienti da Gerusalemme Est e da Betlemme, che partecipano insieme a un percorso condiviso all’interno del programma ABF Voices of. La musica e la pratica corale diventano strumenti educativi per rafforzare competenze socio-emotive, relazionali e collaborative, rispondendo ai bisogni specifici dei giovani che vivono in contesti diversi ma interconnessi. 

Le prove e le attività educative si svolgono in Area C, in un’area prossima a Betlemme, scelta come luogo accessibile e funzionale alla partecipazione dei ragazzi di entrambe le provenienze. In collaborazione con il Magnificat Institute, partner educativo radicato nel territorio, il coro offre un ambiente strutturato e continuativo in cui ascolto, disciplina e cooperazione sono pratiche educative quotidiane. 

Attraverso un intervento stabile e integrato, ABF contribuisce a costruire uno spazio educativo comune che valorizza le diverse esperienze di Gerusalemme Est e Betlemme, promuovendo un’esperienza concreta di convivenza e appartenenza. La musica diventa così una leva educativa capace di rafforzare il capitale umano e sociale dei partecipanti, sostenendo famiglie e comunità e favorendo modelli positivi di relazione e dialogo.

Perché

  • Scarsa offerta di attività educative alternative e frammentazione sociale, che limitano l’accesso dei bambini e dei giovani a esperienze educative inclusive e continuative 
  • Carenza di spazi educativi sicuri, neutrali e condivisi, dove giovani provenienti da contesti diversi possano incontrarsi e crescere insieme 
  • Ridotte opportunità di relazione e dialogo tra pari, con conseguente rischio di isolamento e chiusura sociale 
  • Necessità di sostegno psicosociale e di sviluppo delle competenze socio‑emotive, fondamentali per affrontare un contesto complesso e instabile 
  • Bisogno di continuità educativa e appartenenza positiva, attraverso un’esperienza strutturata che rafforzi fiducia, cooperazione e senso di comunità 

Il Progetto

A) Partner
Il Magnificat Institute of Jerusalem, fondato e gestito dalla Custodia di Terra Santa, è una scuola di musica con una lunga e riconosciuta tradizione educativa nel cuore della Città Vecchia di Gerusalemme. L’Istituto è un luogo unico di formazione artistica e umana, in cui bambini e giovani di diverse origini culturali e religiose studiano e crescono insieme attraverso la musica, promuovendo quotidianamente il dialogo e la convivenza. 

La Custodia di Terra Santa, presente da secoli nei territori di Gerusalemme e Betlemme, è un’istituzione profondamente radicata nel contesto locale, impegnata nella tutela del patrimonio culturale e nello sviluppo di iniziative educative e sociali a servizio delle comunità. Attraverso il Magnificat Institute, la Custodia sostiene percorsi educativi che utilizzano la musica come strumento di incontro, inclusione e crescita personale. 

La partnership con il Magnificat Institute e la Custodia di Terra Santa garantisce a ABF Voices of Jerusalem un solido presidio educativo, una profonda conoscenza del territorio e un approccio pedagogico attento alle specificità culturali e sociali dei giovani provenienti da Gerusalemme Est e Betlemme.

B) Azioni

  • Avvio e gestione di un unico coro giovanile composto da bambini e ragazzi provenienti da Gerusalemme Est e Betlemme, con prove settimanali strutturate 
  • Integrazione di attività educative sulle competenze socio‑emotive (gestione delle emozioni, comunicazione, lavoro di gruppo, rispetto delle differenze) all’interno delle prove 
  • Attivazione di azioni di supporto psicosociale rivolte ai partecipanti, attraverso l’attenzione al benessere emotivo, spazi di ascolto e accompagnamento educativo in un contesto complesso 
  • Coinvolgimento progressivo di famiglie, educatori e partner locali, rafforzando il coro come spazio educativo stabile e come riferimento comunitario per i giovani 

C) Obiettivi 

  • Offrire a bambini e giovani di Gerusalemme Est e Betlemme un’esperienza educativa condivisa, basata sull’incontro e sulla collaborazione 
  • Promuovere dialogo, convivenza e benessere emotivo attraverso la pratica corale e il supporto psicosociale 
  • Creare uno spazio educativo sicuro e continuativo, che favorisca appartenenza, fiducia e relazioni positive 
  • Valorizzare la musica come linguaggio comune capace di armonizzare differenze e sostenere la crescita personale 

D) Impatto sulla comunità 

L’impatto di ABF Voices of Jerusalem sulla comunità si costruisce nel tempo attraverso la creazione di uno spazio educativo condiviso e riconosciuto, che coinvolge non solo i bambini e i ragazzi provenienti da Gerusalemme Est e Betlemme, ma anche le loro famiglie. I genitori sono progressivamente coinvolti nei processi educativi e nelle attività del progetto, diventando parte attiva di un percorso che rafforza fiducia, continuità e senso di sicurezza attorno ai partecipanti. Questo coinvolgimento contribuisce a consolidare il coro come un riferimento stabile, capace di incidere sul benessere emotivo dei giovani e sulla qualità delle relazioni familiari. 

Nel tempo, il progetto è diventato riconoscibile e legittimato dalla comunità, che ne riconosce il valore educativo e relazionale. Il fatto che bambini e ragazzi si ritrovino regolarmente in Area C per le prove e le attività educative ha trasformato il coro in un presidio educativo concreto, prevedibile e affidabile in un contesto frammentato. L’impatto non si misura solo nei singoli percorsi individuali, ma nella capacità del progetto di generare fiducia diffusa, rafforzare reti educative informali e promuovere una cultura dell’incontro che nasce dall’esperienza vissuta, condivisa e sostenuta anche dagli adulti di riferimento. 

E) Fasi del Progetto

  • 2023: avvio del progetto attraverso una fase di dialogo, ascolto e co-progettazione con il partner locale (Magnificat Institute e Custodia di Terra Santa), definizione del modello educativo e individuazione di uno spazio condiviso per le attività 
  • 2023-2025: costituzione di un unico coro composto da bambini e ragazzi provenienti da Gerusalemme Est e Betlemme e successiva attivazione del contingency plan, con avvio delle prove e delle attività educative in gruppi separati tra Gerusalemme e Betlemme, con una prova in comune in Area C una volta al mese; 
  • 2025: ritorno alle prove in comune su base settimanale e consolidamento del percorso corale, integrazione di attività educative e di supporto psicosociale, rafforzamento della continuità e coinvolgimento progressivo delle famiglie 
  • 2026: valorizzazione dei risultati educativi, riconoscimento del percorso da parte della comunità e partecipazione al Global Gathering 2026 come apertura internazionale verso la cittadinanza globale